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Secondo la Convenzione ONU (art. 2), è “qualsivoglia distinzione, esclusione o restrizione sulla base della disabilità che abbia lo scopo o l’effetto di pregiudicare o annullare il riconoscimento, il godimento e l’esercizio, su base di eguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali in campo politico, economico, sociale, culturale, civile o in qualsiasi altro campo […]”. In Italia esiste, inoltre, una specifica legge sulla non discriminazione, e precisamente la legge n. 67/2006. Tale legge sancisce che si è in presenza di una discriminazione diretta ogni volta che, per motivi connessi alla disabilità, una persona “è trattata meno favorevolmente di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata
una persona non disabile in situazione analoga” (art. 2, c. 2). Sempre la stessa legge sancisce che si è, invece, in presenza di discriminazione indiretta quando “una disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un patto o un comportamento apparentemente neutri mettono una persona con disabilità in una posizione di svantaggio rispetto ad altre persone” (art. 2, c. 3). Laddove venga accertata una discriminazione diretta o indiretta, sono previste 16 Le parole giuste — Media e persone con disabilità Le parole giuste — Media e persone con disabilità 17 condanne atte a rimuovere le cause della discriminazione e sanzioni quali la pubblicazione del provvedimento su un quotidiano di tiratura nazionale, oltre ad altre
conseguenze di natura legale (es. risarcimento del danno).
Parola tratta dalla pubblicazione “LE PAROLE GIUSTE MEDIA E PERSONE CON DISABILITÀ” a cura di Intesa San Paolo — edizione Novembre 2021 — La guida è scaricabile sul sito del Gruppo Intesa Sanpaolo